La pensione pubblica in Italia coprirà sempre meno del tuo ultimo stipendio: per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996 il tasso di sostituzione stimato è del 50-65%. Tradotto: senza una pensione integrativa, il giorno in cui smetti di lavorare il tuo tenore di vita cala di colpo. Il fondo pensione è il principale strumento per evitarlo.
I tre tipi di fondo pensione
- Negoziali (chiusi): legati al tuo contratto di lavoro (es. Cometa, Fonchim). Costi bassissimi e spesso un contributo extra dal datore di lavoro: di solito la prima scelta se disponibile.
- Aperti: gestiti da banche, SGR o assicurazioni, accessibili a chiunque. Costi medi più alti, ma utili per chi è autonomo o non ha un fondo negoziale.
- PIP (Piani Individuali Pensionistici): forme assicurative individuali. Spesso più costose: vanno valutate con attenzione.
Il vantaggio fiscale (spesso sottovalutato)
Puoi dedurre dal reddito imponibile fino a 5.164,57 € l'anno di contributi versati al fondo pensione. Se sei nello scaglione IRPEF al 35%, ogni 1.000 € versati ti tornano circa 350 € in meno di tasse. È un rendimento immediato e garantito, prima ancora del rendimento del fondo.
TFR in azienda o nel fondo pensione?
Il TFR lasciato in azienda si rivaluta dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione. Nel fondo pensione il TFR viene investito e, su orizzonti lunghi, mediamente rende di più, soprattutto in comparti bilanciati o azionari. Va valutato in base ad anni mancanti alla pensione e alla solidità dell'azienda.
Quale comparto scegliere
- Più di 20 anni alla pensione: comparto azionario, accetti volatilità in cambio di rendimento atteso più alto.
- 10-20 anni: comparto bilanciato.
- Meno di 10 anni: progressivamente verso obbligazionario e garantito.
Quanto versare
Una regola sensata: TFR + almeno il contributo minimo per ottenere il match del datore di lavoro + un versamento volontario fino al limite deducibile, se sostenibile. Anche 100 € al mese partendo a 30 anni, grazie all'interesse composto, possono diventare oltre 100.000 € a 65 anni.
"Il fondo pensione non è un prodotto sexy: è uno dei pochissimi strumenti finanziari che ti pagano due volte, in deduzioni oggi e in rendita domani."
